Reagire al velleitarismo #202
Ultima newsletter prima della pausa, Ho visto Odissea, ecco le cose migliori che ho letto.
Ultima newsletter prima della pausa estiva.
Sono stato a vedere Odissea la prima sera dell’uscita, a Torino, con una sala piena di pubblico variegato, in un cinema con uno schermo enorme (anche se non con l’ormai celebre - proprio grazie a Nolan - IMAX, dove mi riprometto di andare per rivedere il film), dopo settimane di polemiche che fin dall’inizio mi sono sembrate ridicole.
Elena di colore (3 minuti in tutto il film), la non perfetta aderenza al testo omerico (chissà quando ci siamo convinti che un’opera cinematografica debba essere fedele a un testo), Agamennone con l’armatura di Batman, accuse di wokismo e così via.
Ne sono uscito con gli occhi, lo spirito, la mente, riempiti da un’opera immensa, un’opera che parla di noi, di questo tempo, del crollo delle civiltà, delle responsabilità di guerre e massacri che ricadono sugli esseri umani, di accoglienza, della paura dell’invasione dello straniero, salvo scoprire che quell’invasore siamo proprio noi.
Ora, non voglio lanciarmi in una recensione pensosa e saputa, perché in molti hanno più strumenti e competenze di me e per questo voglio segnalare le migliori cose che ho letto in questi giorni.
In coda un paio di notizie che, come sempre, mi hanno colpito in settimana.
Ah, dimenticavo. Le famose polemiche. Uscito dal cinema sono passate immediatamente dalla categoria “ridicole” alla categoria “surreali”.
Atena è morta. Ma Nolan si sente benissimo.
Perché il film più costoso di Christopher Nolan è un autentico capolavoro filologico e storico per la cui comprensione, ahimè, non è sufficiente aver leggiucchiato Omero alle medie.
Di Lucio Di Gaetano.
Quante liberà si è presto Nolan nell’Odissea
Moltissime, rispetto al poema omerico: e fra i classicisti c’è chi ha apprezzato, e chi meno
Di Luca Misculin.
Odissea [2026]
Ulisse incastrato tra Memento e Inception
Alessio Sperati su Reflection.
Odissea di Cristopher Nolan
Nolan rende lo spettatore un abitante di quel mondo antico dove le persone erano incapaci di distinguere tra la realtà e la leggenda, facendogli scordare il confine tra quello che esiste e quello che non può esistere.
Roberto Recchioni su Screenweek.
OpenAI hacker: la AI che aggira i divieti per vincere il gioco di Huggingface
17.000 tentativi in un weekend, due vulnerabilità concatenate e un database di produzione di Hugging Face finito sotto mano a uno “sciame” di agenti. La parte controintuitiva: non sarebbe stato un gruppo criminale o un servizio straniero, ma un modello di OpenAI messo alla prova in test di cybersecurity con freni ridotti, che ha scelto la scorciatoia più efficace per “vincere” il benchmark.
Matteo Flora spiega in un video cosa è successo “davvero” in questa vicenda.
Perché Lebron ha scelto Philadelphia
Ci ha messo un po’, ma alla fine LeBron James ha fatto la scelta meno scontata e per questo la più interessante. Perché i Philadelphia 76ers e non Cleveland? O Miami, o Golden State? Lo ha spiegato lui stesso: “Voglio ancora competere, vincere e avere la possibilità di provare di nuovo la sensazione della vittoria”. Soprattutto: “Credo di poter aiutare i Philadelphia 76ers a diventare una squadra da titolo”.
Marco D’Ottavi su l’Ultimo Uomo.



...e io ti vidi, proprio alla prima dell'Odissea, bello come un dio greco/pugliese! Buona estate!