Reagire al velleitarismo #200
Polymarket e mercati predittivi, attentati accelerazionisti, AI ed emozioni e le altre notizie.
Gli uomini che vogliono che le donne stiano zitte
Un’agghiacciante panoramica dell’ascesa di ciò che a volte viene etichettato come mascolinismo: “Un movimento per reagire alle conquiste del femminismo e riaffermare il primato degli uomini… Lungi dall’essere un sistema di credenze marginale, il mascolinismo è diventato la singola forza più importante nell’unire la destra americana, riunendo un’improbabile costellazione di pastori, troll del web, senatori, predicatori, influencer, podcaster e fan adoranti”.
Helen Lewis su The Atlantic.
Cosa succede quando l’intelligenza artificiale sbaglia a comprendere le nostre emozioni?
L’articolo di Sergio Talamo su Digitalepopolare esplora la "teoria dei 4 quadranti dell'IA", accendendo i riflettori sul delicatissimo "Quadrante Empatico", dove i chatbot si trasformano in confidenti o supporti psicologici. Qui, l'errore dell'algoritmo non è un semplice bug tecnico, ma una vera e propria "frattura narrativa" capace di cancellare i traumi o i ricordi più intimi dell’utente. Per arginare questo rischio, l'autore propone soluzioni pratiche di prompt engineering e il protocollo "Save" per blindare la memoria dell'IA, costringendola a rispettare e ancorare i fatti umani centrali nel flusso della conversazione.
Polymarket e i pericoli dei mercati predittivi
Polymarket è la più grande piattaforma di scommesse basata sulle criptovalute, finita al centro di pesanti controversie geopolitiche. Casi recenti dimostrano come trader anonimi siano riusciti a prevedere con precisione chirurgica attacchi militari in Venezuela e Iran poche ore prima dei bombardamenti, alimentando forti sospetti di insider trading ai piani alti dell'amministrazione Trump. Oltre al business miliardario sulla morte e sulla guerra, il fenomeno solleva allarmi senza precedenti: giornalisti minacciati per costringerli a modificare le notizie e il rischio concreto che i mercati illeciti diventino una fonte di spionaggio per i servizi di intelligence stranieri.
Ne parla Chiara Crescenzi su Guerre di Rete.
L’attentato accelerazionista a San Diego
Leonardo Bianchi analizza l'attentato di matrice accelerazionista avvenuto lo scorso 18 maggio all'Islamic Centre di San Diego per mano dei giovanissimi Cain Clark e Caleb Vazquez. Si tratta di un perfetto "copycat" dell'eccidio di Christchurch del 2019, di cui ripropone estetica e modalità: diretta video, armi decorate e un doppio manifesto ideologico diffuso online. Il quadro complessivo evidenzia come l'episodio sia il prodotto di un network transnazionale e fluido in cui si fondono nichilismo violento, canali "Terrorgram" e sottoculture digitali, rendendo i nuovi terroristi quasi invisibili alle autorità.
Se l’Europa diventa un’officina cinese
L’industria automobilistica europea, messa in crisi dai dazi statunitensi e soprattutto dalla concorrenza cinese, è orientata a cooperare con la Cina per restare al passo con i notevoli progressi raggiunti dal paese asiatico, in particolare nel segmento delle auto con motore elettrico e in quello dei veicoli a guida autonoma. Le conseguenze però potrebbero essere devastanti: i produttori europei potrebbero finire con il progettare e fabbricare auto in Cina per poi esportarle in Europa; tutto questo significherebbe la chiusura degli impianti del vecchio continente o, nella migliore delle ipotesi, la trasformazione di alcuni siti in fabbriche usate solo per assemblare veicoli nati in Cina.
Alessandro Lubello su Internazionale.


